Pubblicato 11.06.2025
Parole chiave
- Amore liquido,
- legami fragili,
- Violenza di genere
Come citare
Copyright (c) 2025 Valeria Cioffi

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Abstract
Viviamo in quella che Bauman (2003) [1] ha definito società liquida: una collettività caratterizzata da relazioni sempre più instabili, consumate in fretta, talvolta logorate dall’incapacità di reggere la frustrazione di dilazionare i bisogni personali, segnate dalla paura dell’impegno e dall’evitamento del conflitto [2]. In questa relazionalità sempre più evanescente, la violenza di genere continua a radicarsi, quasi invisibile nei suoi esordi, ma devastante nei suoi esiti. Più i legami si fanno fragili, più cresce il bisogno di controllo. E con esso, il rischio di abuso [3].
Il mio lavoro clinico e di ricerca mi ha portata a riconoscere nella violenza non solo un atto, ma un copione relazionale interiorizzato, appreso spesso sin dall’infanzia, reiterato nei legami adulti. Come ho approfonditamente descritto in diverse presentazioni promosse a livello territoriale, a scopo divulgativo e preventivo, durante il periodo in cui lavoravo presso i CAV (Centro Antivolenza), la violenza di genere non nasce da un raptus, ma piuttosto da una struttura culturale e affettiva che assegna ruoli rigidi ai generi: dominanza e controllo agli uomini, sottomissione e rinuncia alle donne [4, 5].
Questo assetto si forma nella prima infanzia, in quella zona relazionale dove si intrecciano bisogni di attaccamento, protezione e riconoscimento. Come sostiene Ligabue [6], lo sviluppo del sé si organizza all’interno delle prime relazioni significative attraverso la costruzione degli stati dell’Io [7] e dei modelli operativi interni [8], che regolano la nostra capacità di relazionarci, amarci, proteggerci. Quando tali relazioni sono segnate da trascuratezza, svalutazione o sopraffazione, si interiorizzano copioni basati sull’inadeguatezza, sulla colpa o sulla paura.
Le manifestazioni della violenza sono molteplici: psicologiche, economiche, fisiche, sessuali. Ma il filo rosso è sempre il controllo. Controllare significa negare l’autonomia dell’altro, impedire la sua soggettività. Spesso ciò che viene scambiato per amore è in realtà possesso: un “malamore” - come viene definito dal titolo del film diretto da Francesca Schirru, uscito nelle sale lo scorso 8 maggio 2025 - che nutre la dinamica tossica e che trova giustificazione nei modelli sociali e familiari di riferimento.
Il corpo, come ci ricorda ancora Ligabue [6], non è solo testimone della violenza, ma anche archivio relazionale. Posture, sintomi, tensioni, somatizzazioni sono tracce di un linguaggio preverbale che racconta ciò che la mente spesso non osa nominare [9]. Il bodyscript, in Analisi Transazionale, è proprio questa memoria incarnata della relazione, il luogo dove il copione prende forma e si fissa.
Se è vero che la violenza è appresa in relazione, è altrettanto vero che solo attraverso nuove relazioni può essere “disappresa o guarita”. Per questo è urgente investire in una educazione affettiva, capace di distinguere tra cura e controllo, tra amore e dipendenza, tra bisogno e manipolazione.
Una rivoluzione culturale è possibile solo se si agisce sul piano della consapevolezza, dell’empatia, del rispetto delle differenze. Riconoscere e interrompere il ciclo della violenza non è solo un atto terapeutico o politico, ma profondamente umano.
Siamo chiamati a riscrivere il nostro copione relazionale, culturale e transgenerazionale. A passare dal bisogno di possedere l’altro come oggetto di piacere all’arte di amare.
E in questo passaggio, ogni gesto educativo, ogni relazione significativa, ogni sguardo non violento, ogni espressione di gentilezza può diventare un atto rivoluzionario.
Conflitto di Interessi
L'autore dichiara di non avere alcun conflitto di interessi in relazione ai contenuti del presente lavoro.
Riferimenti bibliografici
- Bauman, Z. (2003). Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi. Laterza.
- Beck, U., & Beck-Gernsheim, E. (2018). Love in a Time of Globalization. Polity Press.
- Illouz, E. (2016). Perché l’amore fa male. Universale Economica Feltrinelli.
- Butler, J. (2021). The Force of Nonviolence: An Ethico-Political Bind. Verso Books.
- Puleo, A. (2019). Violenza di genere. Una lettura filosofica. Edizioni ETS.
- Ligabue, S. (2004). Modi della relazione. Stati dell’Io, copione, corpo. In Quaderni di Psicologia, Analisi Transazionale e Scienze Umane, n. 41.
- Berne, E. (1977). Intuition and Ego States: The Origin of Transacional Analysis: A Series of Papers, trad. it. Intuizione e Stati dell’Io.
- Bowlby, J. (1979). The bowlby-ainsworth attachment theory. Behavioral and brain sciences, 2(4), 637-638.
- Schore, A. N. (2019). Right Brain Psychotherapy. Norton.
- Bowlby, J. (1988). A secure base: Clinical applications of attachment theory. Routledge.